domenica 22 dicembre 2013

ABOLIZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE

Per ridurre clientelismo, nepotismo e malversazioni dei politici, ottimizzare la spesa pubblica, e incrementare l'efficienza nella gestione del welfare, sono opportune la soppressione degli enti locali intermedi (Regioni e Province) e l'affidamento delle rispettive prerogative istituzionali a organi assembleari costituiti dai Comuni, i cui ambiti territoriali, poteri e funzioni siano definiti, bilanciati e sostenuti da un Senato dei Territori.


  • Sanità, infrastrutture, reti, gestione dei beni e delle risorse di pubblica utilità: Funzioni attribuite ad Ambiti territoriali ottimali di carattere istituzionale tecnico, i cui vertici siano incaricati in base al principio del merito e delle competenze da una Assemblea dei Comuni di idonea estensione territoriale.
  • Su scala nazionale decadrebbero circa 5000 consiglieri regionali e provinciali, con risparmio diretto per le casse dello Stato determinato da minori spese in stipendi ed emolumenti, e risparmi indiretti per un maggiore controllo della spesa pubblica favorito dal contenimento della dispersione clientenogena del processo decisionale.
  • I dirigenti degli Ambiti territoriali ottimali risponderebbero amministrativamente all'Assemblea dei Comuni, sotto il controllo di ultimo grado del Senato dei Territori e per la valutazione dei criteri di spesa della Corte dei Conti.
  • Le Assemblee dei Comuni, costituite da consiglieri comunali dei Comuni partecipanti in numero proporzionale al numero dei residenti e alla superficie territoriale degli stessi, dovrebbero modularsi per estensione alle necessità della funzione in gestione: l'Ambito territoriale sanità potrebbe per es. non coincidere all'Ambito territoriale infrastrutture viarie.



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